Domenica 4 Febbraio 2018

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Solennità della Beata Vergine Maria del Fuoco


Patrona principale della Diocesi

 

Le letture previste in questa solennità da un lato fanno riferimento diretto al fuoco, inteso come segno che occasionalmente può manifestare la presenza divina, dall'altro offrono un fondamento evangelico al legame speciale che unisce Maria ai discepoli di Gesù. In entrambi i casi è ben chiaro - come sottolinea anche la seconda lettura - che l'iniziativa dell'amore è sempre di Dio.

La prima lettura, tratta dal libro dell'Esodo (3,1-5), narra del primo incontro tra Mosè e il Signore. Vedendo di lontano un roveto bruciare senza consumarsi, Mosè si incuriosisce e si avvicina, e Dio, che si è servito del segno del fuoco per attirare l'attenzione e destare lo stupore, rivela a Mosè la propria presenza e il proprio progetto di liberare il popolo d'Israele, allora schiavo in Egitto.

Con la scelta di far proclamare questa pagina, la liturgia suggerisce un parallelismo tra l'episodio biblico e il miracolo avvenuto a Forlì nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1428, quando, nell'incendio devastante di una scuola, solo un'immagine della Madonna, peraltro stampata su carta, rimase miracolosamente illesa. Come per Mosè, così anche per i Forlivesi un prodigio legato al fuoco era stato occasione di stupore e di religiosa accoglienza della presenza di Dio.

Il Vangelo offre invece una scena della Passione secondo il racconto di Giovanni (19,25-27). Ormai morente, Gesù affida a Maria il discepolo prediletto ("Donna, ecco tuo figlio!"), e, rivolto al discepolo prediletto, gli affida Maria ("Ecco tua madre!"). Si può pensare in primo luogo che Gesù si sia preoccupato per la sorte terrena di sua madre, e abbia chiesto al discepolo amato di prendersene cura materialmente.

Ora, se questo è possibile, tuttavia è solo un primo livello di significato. Più in profondità, Gesù sta chiedendo ad entrambi di assumere, da questo momento in poi, nuove relazioni e, in qualche modo, anche una nuova identità. Il discepolo prediletto, che è una sorta di prototipo, di modello di ogni credente, deve ora prendere il posto di Gesù, assumerne le relazioni, prolungarne l'azione.

Maria, Madre di Gesù, deve invece estendere la propria maternità al discepolo amato e, attraverso di lui, a tutti i discepoli. Maternità spirituale, certo, ma comunque maternità.

Ai piedi della croce, nell'ora più alta dell'autodonazione di Gesù al mondo, nasce la nuova famiglia di Gesù, nasce la Chiesa. I nostri padri ci hanno tramandato e consegnato la memoria di un prodigio, e un conseguente legame particolare con la Madre di Gesù.

Ma prima di tutto questo, e, anzi, a fondamento di tutto questo ci sono le parole stesse di Gesù crocifisso, che continua ancora oggi ad interpellarci personalmente, a chiederci di prendere il suo posto e di accogliere Maria come nostra Madre.

C’è un altro fuoco che in questo tempo possiamo ricordare particolarmente: è il fuoco dello Spirito Santo della Pentecoste. “Tutti erano assidui e concordi nella preghiera insieme con Maria, la madre di Gesù…Venne dal cielo un vento impetuoso e riempì tutta la casa. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro ed essi furono pieni di Spirito Santo e cominciarono la loro evangelizzazione…”

E’ la nascita e la vita della Chiesa, cioè della comunità dei credenti, che uniti nella fede e nella preghiera con Maria Ss., portano avanti nel mondo e nella storia degli uomini la missione e l’opera di salvezza di Gesù Signore.

In questi giorni la nostra diocesi, cioè la nostra comunità cristiana, vive un particolare tempo di unione con i propri vescovi, il vescovo Lino che sta per concludere il suo servizio episcopale in mezzo a noi e il vescovo Livio che si prepara a ricevere la consacrazione dello Spirito Santo per guidarci, come pastore, nella fede e nella missione che Gesù ci affida come cristiani oggi.

Tutto questo avviene anche per noi che siamo uniti a Maria; è una cosa santa il nostro amore e la nostra preghiera alla Madonna, nostra protettrice, perché implori il fuoco dello Spirito Santo sui nostri vescovi e su tutti i cristiani e tutti gli abitanti della nostra terra.