La gloria e la croce.

La gloria e la croce, la gloria attraverso la croce.“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio perché chiunque crede in Lui, non vada perduto, ma abbia la vita eterna, perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui”. “Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro nome”, gli ha dato ogni potere in cielo in terra e lo ha costituito “Signore”. Viviamo la domenica delle palme: una festa bella, grande, piena di significati. Ricordiamo e celebriamo l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, accolto dalle folle, dai ragazzi, dai bambini, i quali, sventolando rami di ulivo, accolgono Gesù che entra in Gerusalemme, sul suo giumento. Cantano: “Osanna al figlio di Davide. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna al Redentore”. Il Signore suscita sempre la fede: la fede dei semplici, dei poveri, degli umili, la fede del popolo.

Oggi è una festa di fede, di gioia, della gioia del Signore. È una festa di pace: pace del proprio cuore, pace delle famiglie, pace della società e del mondo. E' la pace portata da Cristo Gesù, la pace vissuta con Lui. Sempre Cristo Gesù ci porta la pace, vuole la pace, ci fa strumenti di pace. Lui ha detto: “Vi do la pace, vi do la mia pace, non come dal mondo, Io la do a voi”. Con Cristo, nella fede e nella fedeltà a Cristo, imploriamo la pace, costruiamo la pace, vogliamo la pace con tutte le nostre forze... Vogliamo la vita, non le distruzioni, non la morte. Anche oggi imploriamo e preghiamo: “Vieni Signore, re di pace”.Iniziamo la settimana Santa e già ci proiettiamo nella contemplazione dei grandi avvenimenti che hanno visto Gesù umile re di pace, agnello mansueto condotto al macello, uomo-Dio che sulla croce offre tutto se stesso in dono di amore pieno e infinito davanti al Padre, per meritare il perdono e della salvezza per tutti gli uomini.

Vivremo il giovedì santo: dice il Vangelo: “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, lì amò sino alla fine”, fino alla misura suprema”. Ricordiamo la lavanda dei piedi: “Vi ho dato l'esempio perché anche voi facciate lo stesso”; il comandamento dell'amore: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. Non c'è amore più grande di chi dà la vita per la persona amata”. È nella cena che ricordiamo i doni dell' eucarestia e del sacerdozio. Il venerdì Santo: dopo la sera dell'agonia, ci sono: l'arresto, i tribunali, la sentenza di morte. “Lo condussero fuori perché fosse crocifisso”. Gesù vive tutto questo: Il cammino verso il calvario, i chiodi nelle mani e nei piedi, la lancia nel costato, la corona di spine. Qualcosa può avere compreso San Francesco, perché come aveva cercato di conformarsi a Cristo nella vita, Cristo l'ha conformato in un certo senso a sé, donandogli le stimmate, che sono i segni, l'esperienza, la partecipazione ai dolori della sua passione.

Poi le grandi parole di Gesù sulla croce: “Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno; donna ecco il tuo figlio, figlio ecco tua madre; oggi sarai con me in paradiso; ho sete; Dio mio, perché mi hai abbandonato; Padre a te affido il mio spirito...” Detto questo, spirò. E' questo amore infinito di un uomo-Dio che ci ha salvati. Possiamo allora credere all'amore e pregare: “Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo”.

 

 

Domenica 10 aprile 2022 Festa delle Palme